Il Coniglio Leprino dei Monti Cimini

Unica razza selezionata per l’allevamento all’aperto. Lo scheletro è sottile: più carne a parità di peso. Questo coniglio è garantito nato e cresciuto sempre in ambienti esterni, nel rispetto delle migliori condizioni di benessere

L’allevamento si inserisce armoniosamente nel territorio sotto ad un pergolato, eliminando l’impatto ambientale costituito dai capannoni.

 Il coniglio può liberamente accedere dalla gabbia ad una struttura interrata retrostante che ricrea, in modo perfetto, le condizioni naturali. Nelle ore calde i conigli vi si rifugiano per godere di un microclima più fresco. Nella cella interrata viene sistemato il nido dove i piccoli si trovano in un ambiente asciutto, pulito e confortevole.

In base ad un rigoroso disciplinare è proibito l’uso di medicamenti e, al primo sintomo, gli animali vengono eliminati. Di conseguenza le carni sono prive di residui farmacologici. Inoltre, l’allevamento all’aperto garantisce la purezza dell’aria e dunque l’assoluta assenza di odori sgradevoli nelle carni.

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Il Coniglio nella Tradizione

il-coniglio-nella-tradizioneLa presenza del coniglio autoctono su questo territorio è attestata fin dal tempo degli Etruschi che, oltre ad essere esperti cacciatori, erano anche eccellenti gastronomi e appassionati di cucina, come dimostrano le tante pitture che ornano le loro tombe (in particolare a Tarquinia). Nel Medioevo la popolazione locale ha continuato a nutrirsi di lepri e conigli selvatici, allevati probabilmente allo stato brado, come facevano, sempre nello stesso territorio, i monaci dell’isola Tiberina sul lago di Bolsena. Negli anni seguenti il coniglio autoctono è stato incrociato con altre razze, perdendo così la sua purezza originaria e forse anche un po’ di consistenza nu­merica. Nella prima metà del Novecento, però, la cunicoltura in zona ha ripreso vigore, cosicché nel 1950 si è registrata l’apertura di un macello riservato solo ai conigli. D’altra parte, in un’economia di tipo prevalentemente contadino e di ambito quasi esclusivamente familiare come quello della Tuscia – nonché di tante altre zone d’Italia -, l’allevamento domestico del coniglio ha sempre costituito non tanto una fonte di reddito, quanto una risorsa costante e altamente nutriente di carne per l’intera famiglia. Una risorsa preferenziale, visto che ha sempre presentato il doppio vantaggio di non richiedere un grande impegno di lavoro (all’accudimento dei conigli badavano le donne di casa), né una rilevante spesa di mantenimento (dato che basta fornire erba fresca e granaglie). Negli anni Settanta, la svolta: grazie alle ricerche del prof. Alessandro Finzi e dell’Università di Viterbo è stato recuperato il coniglio autoctono nei suoi caratteri di maggior purezza, costituito geneticamente da nuclei di animali appartenenti alla razza Grigio locale, sempre esistita nel territorio viterbese, incrociati con altre razze (Bianco neozelandese, Lepre belga, LOP). Nel 1975 il comune di Bagnaia ha istituito la “Mostra mercato del coniglio e degli animali da cortile”, che si tiene tuttora nella seconda metà del mese di giugno, e nel 1978 una cooperativa di cunicoltori ha selezionato la razza coniglio “Leprino Viterbese” per la sua valorizzazione e commercializzazione. La riproposta ha avuto un tale successo che oggi questa razza viene considerata un’eccellenza della Tuscia Viterbese.

La Carne di Coniglio

La carne di coniglio è estremamente magra e poco calorica. Possiede un’ottima percentuale di proteine ad alto valore biologico e, parallelamente, una quantità di colesterolo molto bassa. La carne di coniglio contiene potassio, ferro e fosforo in buone quantità, mentre dal punto di vista vitaminico si apprezzano discrete concentrazioni di niacina (vit. PP).

Sano, gustoso, leggero

La carne di coniglio è considerata un vero e proprio alimento “light”, grazie alla presenza di pochi grassi e all’alto contenuto proteico. Ma non dimentichiamo che la carne di coniglio è imbattibile anche sotto il profilo della gustosità e tenerezza, ecco perché viene consigliata anche nelle preparazioni di piatti per i più piccoli.